Home
Michele Campanella su "Il Messaggero"
La Città eterna ideale per la sperimentazione
"A Roma Liszt trovò in sé l'ispirazione più consona alla sua vera personalità. Molti lo identificano nelle "Rapsodie ungheresi" o, meglio, nel "Mephisto Valzer". In questo ritratto manca però quasi del tutto il côté spirituale [...]""Il mio Liszt" di Michele Campanella a Tg2 Mizar
Novità discografica - La Brilliant Classics pubblica un cofanetto di 6 CD con musiche di Liszt interpretate da Campanella
Il cofanetto contiene una ricca antologia di due dei più importanti capitoli del repertorio lisztiano per pianoforte: gli studi e le parafrasi. Degli Studi abbiamo il massimo ciclo, quelli ‘trascendentali’ che rappresentano con valide ragioni una delle tappe fondamentali del pianismo ottocentesco: gli Studi sono musica di avanguardia, premessa per tutte le sperimentazioni del tardo Liszt.
Di parafrasi e trascrizioni la pubblicazione presenta una parata tale da rendere evidente la straordinaria capacità di Liszt di catturare l'atmosfera, il profumo, l'ethos di opere lontanissime tra loro. Liszt si avvicina alla musica francese, a quella italiana e a quella tedesca con una distinta adesione che rende la trascrizione una misteriosa reazione chimica [...]Mauro Mariani su Fedeltà del Suono (ottobre 2011)
Campanella suona sul Bechstein di Liszt. Con questo cd Michele Campanella dà un impagabile contributo al bicentenario di Liszt. Lo rende ancor più interessante la voce di un Bechstein appartenuto a Liszt e ora proprietà dell'Accademia chigiana di Siena. Non a caso abbiamo definito "voce" il suono caldo e cantabile di questo strumento [...] Non sprecheremo superflui superlativi per Campanella: basta ascoltarlo!
Massimo Rolando Zegna su Amadeus (08-2011)
[...] lo scritto di Campanella [Il mio Liszt] è per più aspetti illuminante, si oppone ai pregiudizi, rivendica l'importanza di un'indagine approfondita e a largo raggio, rende giustizia al Liszt sperimentatore, procede contrappuntando le idee ai fatti salienti della biografia e affronta questioni strettamente legate alla tecnica esecutiva.
Angelo Foletto su Suonare News (luglio-agosto 2011)
Due uscite propiziate dall'anno-centenario rappresentano bene, ancor meglio se accompagnate dalla lettura del libro-breviario lisztiano, quanti debiti di conoscenza d'autore abbiamo contratto in questi decenni col pianista napoletano, allievo fedelissimo e sempre riconoscente di Vincenzo Vitale. E che peso di maturità, di esperienza e di dedizione si portino dietro queste esecuzioni poeticamente ricchissime. [...]
La teoria di Campanella, combinata con l'esperienza didattica e la lunga familiarità di affetti e di spirito, e l'indomabile genuinità nello sciogliere qualsiasi nodo squisitamente esecutivo, diventa pratica e gioia d'ascolto. E viceversa.Enrico Girardi su Il Corriere della Sera (01-05-2011)
[...] Cascate, grappoli di note che Michele Campanella snocciola come la cosa più naturale del mondo, ponendo l'accento non sul virtuosismo [...] ma sulla civiltà, sul gusto, sulla storia di questo universo pianistico. Fraseggi che escono dalla dimensione apparentemente spettacolare o salottiera per rievocare i contenuti di un apprendistato ideale. Chi oggi fa un Liszt più interessante?
Stefano Valanzuolo su Il Mattino (11-04-2011)
Michele Campanella racconta di essersi sentito, specie a inizio carriera, quasi relegato all'interno di un recinto lisztiano [...]. Recinto forse, ma grande abbastanza da consentirgli di spaziare attraverso una varietà di accenti sorprendente, come dimostra la scaletta del suo ultimo concerto al San Carlo [...].
Riccardo Lenzi su L'Espresso (10-03-2011)
Per uno come il pianista Michele Campanella che ha dedicato la vita alla divulgazione della musica di Franz Liszt è un anno d'oro, quello del bicentenario della nascita del compositore ungherese. Da celebrare, oltre che con prestigiosi concerti a settembre a Chicago con Riccardo Muti e con un tour internazionale con l'Orchestra Luigi Cherubini, anche con l'uscita di un libro a lui consacrato edito da Bompiani.
Mario Messinis su Il Gazzettino (16-02-2011)
Campanella ricostruisce il pensiero di Liszt nel segno del rigore e della coerenza costruttiva. Evita la straripante e pirotecnica irruenza della tradizione, approfondisce le dissolvenze delle opere tarde attraverso il trasparente disegno del cantabile [...]





