Michele Campanella

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  • Mauro Mariani su Fedeltà del Suono (ottobre 2011)

    Campanella suona sul Bechstein di Liszt. Con questo cd Michele Campanella dà un impagabile contributo al bicentenario di Liszt. Lo rende ancor più interessante la voce di un Bechstein appartenuto a Liszt e ora proprietà dell'Accademia chigiana di Siena. Non a caso abbiamo definito "voce" il suono caldo e cantabile di questo strumento [...] Non sprecheremo superflui superlativi per Campanella: basta ascoltarlo!

  • Massimo Rolando Zegna su Amadeus (08-2011)

    [...] lo scritto di Campanella [Il mio Liszt] è per più aspetti illuminante, si oppone ai pregiudizi, rivendica l'importanza di un'indagine approfondita e a largo raggio, rende giustizia al Liszt sperimentatore, procede contrappuntando le idee ai fatti salienti della biografia e affronta questioni strettamente legate alla tecnica esecutiva.

  • Angelo Foletto su Suonare News (luglio-agosto 2011)

    Due uscite propiziate dall'anno-centenario rappresentano bene, ancor meglio se accompagnate dalla lettura del libro-breviario lisztiano, quanti debiti di conoscenza d'autore abbiamo contratto in questi decenni col pianista napoletano, allievo fedelissimo e sempre riconoscente di Vincenzo Vitale. E che peso di maturità, di esperienza e di dedizione si portino dietro queste esecuzioni poeticamente ricchissime. [...]
    La teoria di Campanella, combinata con l'esperienza didattica e la lunga familiarità di affetti e di spirito, e l'indomabile genuinità nello sciogliere qualsiasi nodo squisitamente esecutivo, diventa pratica e gioia d'ascolto. E viceversa.

  • Enrico Girardi su Il Corriere della Sera (01-05-2011)

    [...] Cascate, grappoli di note che Michele Campanella snocciola come la cosa più naturale del mondo, ponendo l'accento non sul virtuosismo [...] ma sulla civiltà, sul gusto, sulla storia di questo universo pianistico. Fraseggi che escono dalla dimensione apparentemente spettacolare o salottiera per rievocare i contenuti di un apprendistato ideale. Chi oggi fa un Liszt più interessante?

  • Stefano Valanzuolo su Il Mattino (11-04-2011)

    Michele Campanella racconta di essersi sentito, specie a inizio carriera, quasi relegato all'interno di un recinto lisztiano [...]. Recinto forse, ma grande abbastanza da consentirgli di spaziare attraverso una varietà di accenti sorprendente, come dimostra la scaletta del suo ultimo concerto al San Carlo [...].

  • Riccardo Lenzi su L'Espresso (10-03-2011)

    Per uno come il pianista Michele Campanella che ha dedicato la vita alla divulgazione della musica di Franz Liszt è un anno d'oro, quello del bicentenario della nascita del compositore ungherese. Da celebrare, oltre che con prestigiosi concerti a settembre a Chicago con Riccardo Muti e con un tour internazionale con l'Orchestra Luigi Cherubini, anche con l'uscita di un libro a lui consacrato edito da Bompiani.

  • Mario Messinis su Il Gazzettino (16-02-2011)

    Campanella ricostruisce il pensiero di Liszt nel segno del rigore e della coerenza costruttiva. Evita la straripante e pirotecnica irruenza della tradizione, approfondisce le dissolvenze delle opere tarde attraverso il trasparente disegno del cantabile [...]

  • Giorgio Pestelli su La Stampa (14-01-2011)

    L'anno lisztiano non poteva avere un pricipio più attraente del concerto di Michele Campanella [...]
    nella netta sonorità pianistica le audacie fanno più effetto, specie sotto le mani di Campanella, che le penetra senza sfumature, con stratificazioni soppesate al millimetro e una fortissima concentrazione unitaria [...]

  • Quirino Principe sul Sole 24 Ore

    ... La maggiore impresa lisztiana dell'annata a Santa Cecilia, è una fra le maggiori del panorama internazionale in questa annata, è legata alla personalità di Michele Campanella.
    Questo grandissimo artista ha progettato, tra la fine della presente annata e la stagione 2011 - 2012, sette "maratone" pianistiche con 75 pianisti. Il fine della gigantesca impresa...

  • LISZT E CAMPANELLA

    L’incontro tra Franz Liszt ed il ragazzino napoletano di nome Michele è avvenuto quando questi aveva quattordici anni. Ed è stato come una rivelazione: come se nei suoni del grande ungherese Michele ritrovasse amplificata mille volte la musica che aveva composto sino ad allora e che avrebbe voluto comporre nel futuro. Dopo “Funérailles”, è arrivato subito il “Mephisto-Valzer”, brano con il quale Michele ha vinto un premio nazionale a 16 anni ed il Concorso Internazionale Alfredo Casella a 19. Nel 1968 ha debuttato con le orchestre dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma e della Rai di Milano eseguendo “Totentanz” sotto la direzione di Eliahu Inbal e Christoph von Dohnanyi. Nel 1970 ha firmato un contratto con la Philips per la pubblicazione di Totentanz, della Fantasia Ungherese, di un disco di parafrasi e delle 19 Rapsodie Ungheresi. Quattro di questi dischi, passati in cd, sono venduti ancora oggi in tutto il mondo.
    Sono arrivate altre registrazioni per la PYE England, per Acanta, per Nuova Era, con un vasto repertorio tra cui spiccano i due Concerti con la London Philarmonic Orchestra diretta da Soudant, tutte le trascrizioni da Wagner, i 12 Studi trascendentali.
    Negli anni ‘70/’80 Campanella ha molto lavorato sulle parafrasi lisztiane, anticipando e promuovendo la fortuna che questo genere di musica oggi può vantare. Ne ha in repertorio 41. Nel 1986, centenario della morte di Liszt, Campanella ha suonato estensivamente sia in recital sia con orchestra. In particolare ha registrato per Rai Uno un ciclo di registrazioni lisztiane eseguite negli ambienti dell’Accademia d’Ungheria a Roma. Inoltre, sempre su Rai Uno, gli è stato affidato il documentario “Viaggio in Italia” in cui Campanella suona e racconta le vicende lisztiane legate all’Italia. In quell’anno il Ministero della Cultura ungherese ha attribuito a Campanella una medaglia “al valore” lisztiano. Un’altra medaglia è giunta dall’American Liszt Society nel 2002 come premio alla carriera. Mentre per le sue registrazioni la Liszt Society di Budapest gli ha attribuito tre volte (1977, 1978, 1998) il Gran Prix du Disque. L’ultimo riconoscimento nel 2008 dal Festival di Grottammare (cittadina delle Marche dove Liszt soggiornò in vacanza).
    Una nota di particolare interesse nel repertorio di Campanella sta nella frequente esecuzione e nella registrazione in cd, con il coro dell’Accademia di Santa Cecilia da lui diretto dal pianoforte, della “Via Crucis”, tardo capolavoro di Liszt. Inoltre al Teatro alla Scala ha eseguito con il grande attore Glauco Mauri due melologhi lisztiani, ”Lenore” e “Der traurige Mönch”.
    L’ultimo traguardo musicale di Campanella è l’esecuzione in una sola serata dei quattro capolavori lisztiani per pianoforte ed orchestra, con la sua concertazione. Un’impresa mai tentata, che è il frutto di centinaia di esperienze maturate in quarant’anni di palcoscenico. La concentrazione dei compiti di direttore e di solista non vuole essere una mera esibizione di abilità, quanto piuttosto una risposta all’’esigenza di totale unità di intenzioni musicali.
    Per il 2011 Campanella propone un progetto fatto di vari capitoli:
    • quattro recitals con la presenza in programma dei massimi capolavori originali del repertorio lisztiano: una sintesi del lavoro compiuto nella sua lunga carriera.
    • quale Presidente della neonata Società Liszt, Chapter dell’American Liszt Society, Campanella ha ottenuto la collaborazione e l’ospitalità dell’Accademia di Santa Cecilia per far ascoltare al pubblico del Parco della Musica di Roma, in prima esecuzione mondiale, TUTTA la musica di Liszt per pianoforte (con l’esclusione degli arrangiamenti di opere originali scritte per altri strumenti e delle versioni alternative). Per eseguire 55 ore di musica saranno organizzate, tra il 2010 e il 2011, sette maratone domenicali cui hanno aderito 60 pianisti italiani . Anche i Conservatori italiani saranno coinvolti nell’operazione, con l’auspicio che i giovani ed i giovanissimi studenti vengano attirati dall’opportunità di scoprire tanto repertorio sconosciuto del musicista ungherese.

    Michele Campanella ha in repertorio 192 brani di Liszt e può documentare, senza la pretesa di completezza, duemilanovecentoquattro esecuzioni pubbliche di questi brani……..sino ad oggi.

    Aprile 2009

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